visti (troppo) da vicino

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Lo scrittore inglese Tim Parks vive da molti anni con la sua famiglia angloitaliana nel veronese, dove scrive romanzi, saggi e articoli e insegna traduzione. Profondamente europeista, rigoroso, e allo stesso tempo affezionato al carattere italiano, osserva da tempo i nostri comportamenti sociali e la nostra vita pubblica con uno sguardo distaccato e insieme molto partecipe, e qualche volta ne scrive. Di solito mettendo il dito nella piaga: bella vita e corruzione, grandi risorse e tirare a campare; ci dipinge – sebbene a malincuore – come un paese straordinariamente ricco ma anche disonesto, compiaciuto e narcisista. Tim Parks aveva scritto spesso di Berlusconi, e ora, sull’onda dell’arrivo del governo Monti e della crisi greca, ha scritto un contributo per il blog letterario della New York Review of Books, dove gli scrittori lanciano le loro provocazioni sul sociale, e lo ha intitolato “Can Italy change?” – l’Italia può cambiare? – un interrogativo che contiene un auspicio ma anche un dubbio, perché parte della resistenza dell’Italia al cambiamento è anche una resistenza verso una possibile perdita di carattere se dovesse uniformarsi agli altri paesi. Tim Parks prova anche a porsi le stesse domande usando la metafora della vita letteraria. Che romanzi scriverà l’Italia, e saranno mai simili a quelli degli altri paesi europei? Qui trovate il suo post integrale, che vi traduco qui sotto nel podcast.

La canzone di oggi era “Padania” degli Afterhours

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_01_06_2012.mp3]

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