Twittery of Congress

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Lo scorso luglio la Library of Congress – la biblioteca di Washington che già cataloga sistematicamente ogni singolo libro pubblicato nel mondo, e centro ricerche di storia, mappe, fotografia e storia orale di importanza planetaria – annunciava di poter procedere dopo un primo anno di lavoro ad una archiviazione di tutti i tweet pubblici dalla nascita di Twitter nel 2006 al 2010, intenzione resa possibile da un accordo con la stessa piattaforma, che si impegnava anche a fornire aggiornamenti periodici per questo archivio. E intanto, fra il 2010 (quando Twitter ha annunciato di voler donare l’archivio alla Library of Congress) e oggi, il senso e la portata storica di questo social, in particolare nel citizen journalism, si sono rivelati assai più radicali e trasformativi di quanto si credesse. Come dichiarato da Dick Costolo alla conferenza annuale di Ona lo scorso settembre a San Francisco, Twitter è sempre più consapevole dell’importanza del suo archivio, particolarmente per giornalisti e ricercatori, e da metà dicembre sta cominciando a mantenere la promessa di rendere accessibile ad ogni utente l’intero archivio storico dei tweet da lui pubblicati. La procedura è cominciata in via sperimentale dagli utenti in lingua inglese e nelle prossime settimane verrà resa disponibile a tutti, quando nelle impostazioni dell’account comparirà anche l’opzione “richiedi archivio”. L’utente invia un semplice messaggio di richiesta a Twitter, che nel giro di qualche giorno gli fornisce un link confidenziale dove sono scaricati, e ordinati per anno e per mese, tutti i tweet e i retweet che ha pubblicato fino a quel momento. Quando tutti avranno questa opzione, finirà l’ansia della “storia liquida” che attanagliava i giornalisti e i social media editor. Ma le caratteristiche dell’archivio raccolto invece dalla Library of Congress sono ancora più mirabili: prima di tutto, la biblioteca riconosce per la prima volta a un social media una produzione di interesse universale; in secondo luogo, si riterrà indagabile dagli studiosi come produzione collettiva una rete di utenze individuali che però twitta pubblicamente; e l’elemento forse più interessante è che la vera missione di un centro studi come quello della Biblioteca del Congresso non è tanto di accumulare un archivio, ma di renderlo ricercabile. Per ora non sono note le chiavi di ricerca che verranno utilizzate, ma sarà certamente possibile fare ricerche nei 170 miliardi di tweet per data, argomento, provenienza, lingua, temi, materiale multimediale, ecc. E in attesa di quel giorno, la prima fase del progetto, lo annunciava la Biblioteca stessa il 4 gennaio, è stata completata.

La canzone di oggi era “3, 6, 9” di Cat Power

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_08_01_2013.mp3]

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