troppo bello per essere vero?

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Instagram – la popolarissima app per scattare fotografie, manipolarle con una serie di filtri e condividerle in rete – da pochi giorni non è più dominio esclusivo di iPhone e iPad perché è appena sbarcata dopo una lunga attesa anche sui telefoni che usano Android. Questo amplierà di molto la già larghissima base di utenti (27 milioni nel mondo, raccolti in un anno e mezzo soltanto) che la colloca a metà fra un social network e uno strumento fotografico agile, dall’aria vintage e a disposizione di tutti. Con questo numero di utenti, e davanti al fascino dimesso, quotidiano, quasi nostalgico dei filtri applicati a scatti estemporanei che chiunque può realizzare con un cellulare (anche se si possono anche applicare i filtri a fotografie già scattate con una macchina professionale), perfino la campagna elettorale di Obama è sbarcata a gennaio su Instagram, conquistandosi 7mila follower subito nella prima giornata. Su quell’account si sta creando una documentazione dal basso dei momenti, degli incontri, dei viaggi, del “dietro le quinte” della campagna, applicando la stessa tecnica di mosaico di scatti individuali che fa la forza del citizen journalism.

Intanto però, soprattutto da quando Instagram viene usata anche dai fotografi professionisti e anche per scopi giornalistici (se è vero che chiunque può usare rapidamente Instagram, resta vero che la qualità delle lenti e lo sguardo del fotografo si notano immediatamente), è nata una discussione su quanto la foto Instagram sia affidabile. Come potete immaginare, non si tratta che di un’altra forma della vecchia polemica sull'”autenticità” – che va dal ritocco o scelta dei materiali per la vecchia foto analogica alla manipolazione del digitale, con l’unica differenza, forse, che il gusto retrò di Instagram ha decisamente un effetto “estetizzante” – e in questa polemica il timore dell”inganno” fotografico, della manipolazione non etica, resta ben definito e vale per qualunque tipo di fotografia. Vi propongo un piccolo post di Clive Thompson per Wired sulla sua “scoperta” di Instagram e due punti di vista opposti, quello di Nick Stern della CNN e quello di Heather Murphy di Slate.

? La canzone di oggi era “What”ll I do” di Lisa Hannigan

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_04_04_2012.mp3]

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