the great American firewall

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

La mobilitazione contro i progetti di legge SOPA e PIPA (rispettivamente in discussione alla Camera e al Senato del Congresso degli Stati Uniti) sta diventando gigantesca. Qui vi avevo raccontato quali dei grandi colossi del digitale appoggiano queste normative cosiddette anti-pirateria (che in realtà stabiliscono norme amplissime e arbitrarie per l’oscuramento dei siti web e dei blog) e quali sono fortemente contrari. E’ bene ricordare che il modello legislativo che venisse approvato dal Congresso americano rischierebbe di condizionare la legislazione di altri paesi – Italia, Francia, Spagna, Germania – dove è tutt’altro che concluso lo scontro su difesa della libertà di espressione, tutela degli interessi economici e della proprietà intellettuale e modernità e flessibilità delle tutele online. Inoltre, l’oscuramento di siti web americani avrebbe conseguenze immediate per la rete in tutto il mondo. Da quando ve ne ho riferito l’ultima volta, sono accaduti due fatti di grande rilievo: il primo è che per la giornata di domani è stata indetta una mobilitazione di protesta contro i due progetti di legge: WordPress invita i suoi 60 milioni di utenti ad auto-oscurare temporaneamente i propri blog (qui come fare se volete aderire), e Wikipedia (vi ricordate quando lo fece la Wikipedia italiana contro l’analogo progetto di legge italiano che portò alla discussione della #notterete?) si renderà inaccessibile. Qui per ricordarvi cosa prevederebbe il SOPA, un sunto del blog di Wikimedia e uno del Post. Accanto a WordPress e Wikipedia si schierano anche Reddit, BoingBoing e il Guardian, che riassume cos’è il SOPA in questo cartone animato. La seconda, inattesa notizia è che la Casa Bianca ha preso posizione contro il SOPA. Qui il testo del comunicato, in cui si afferma che “l’importanza di proteggere la proprietà intellettuale online non deve minacciare una rete aperta e innovativa”, e qui il commento di David Kravets di Wired. La presa di posizione della Casa Bianca, che probabilmente porterà alllo stralcio dalle due proposte di legge  delle richieste di modifica del Domain Name System, ha suscitato le ire del magnate ed editore Rupert Murdoch, da sempre strenuo difensore dei contenuti a pagamento, che via Twitter ha accusato la Casa Bianca di cedere alla pressione di Google (definito “piracy leader”) perché l’azienda di Silicon Valley potrebbe dare il suo sostegno finanziario alla campagna elettorale di Obama.

PS domani in adesione con la giornata di auto-oscuramento anti-SOPA molti tweep resteranno inattivi dalle 14 alle 2 di notte ora italiana, fra questi anche @alaskaRP.

? La canzone di oggi era “Ramalama (Bang bang)” di Roysin Murphy

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 17 gen 12p.mp3]

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