soli

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Sono stati giorni atroci per la Siria, e in particolare per la cittadina di Homs, mentre diverse manifestazioni di protesta si svolgevano davanti alle ambasciate siriane negli Stati Uniti, a Londra, Atene, Cairo, Kuwait City e Berlino, e Cina e Russia mettevano il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (peraltro piuttosto morbida) per tentare di fermare le atrocità mirate di Assad. Il quadro più generale della situazione nel paese, dove giocano vari fattori (religiosi, etnici e territoriali), lo sentite analizzato nei GR e a Esteri su Popolare Network anche con i reporter che si trovano lì o che sono appena tornati, ma anche restando nel nostro ambito, quello dei materiali e delle testimonianze che ci arrivano dalla rete, la situazione si è fatta intollerabile. Andy Carvin di NPR ha trascorso tre giorni quasi senza dormire a guardare, verificare e diffondere i video artigianali che arrivavano da Homs, e contrariamente alle sue abitudini, ha deciso di parlare di quello che vede ogni giorno. Lo ha fatto questa notte in collegamento video sulla CNN (vi traduco l’audio nel podcast qui sotto, ma vi invito a guardare il video).
La notte del 27 gennaio, dopo un massacro particolarmente pesante, Razan Ghazzawi, la blogger siriana arrestata e poi rilasciata qualche tempo fa (vi parlavo di lei qui), ha scritto un post con le sue riflessioni sulla differenza di accelerazione (e quindi di percezione degli attivisti su cosa è giusto da fare) fra le cittadine siriane bombardate e Damasco.
E infine, Fabio Chiusi per il festival del Giornalismo ci racconta come funziona il famoso Esercito Elettronico Siriano (quello che Christopher Kullenberg di Telecomix lavora per aggirare, qui l’intervista con lui che vi avevo proposto qualche giorno fa)

Domani riprendiamo il filo della situazione, tesissima, in Egitto, con il nuovo post di Sandmonkey che ha partecipato all’assemblea urgente dei partiti la notte della strage allo stadio di Port Said, e con l’intervista che la nostra Laura Cappon ha realizzato con Ahmed Maher, mente del Movimento 6 aprile (ora ricoverato in ospedale per le ferite riportate mentre cercava di trattare una tregua negli scontri al Ministero degli Interni).

? La canzone di oggi era “Deep black vanishing train” di Mark Lanegan

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 7 feb 12p.mp3]

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

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2 Comments soli

  1. Pingback: Soli a #Homs « EXPOST

  2. Pingback: La Siria in prima serata su CNN, domani. Per il resto, soli | AmericanaTVblog

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