silenzio stampa

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Dopo la strage nella scuola elementare di Newtown, i grandi media si sono scusati per gli errori, Michael Wolff ha attaccato sul Guardian il lavoro di Andy Carvin in quella giornata, Andy Carvin gli ha risposto punto per punto usando lo strumento dello Storify. Ma pochissimi hanno anche solo avanzato il dubbio che quel giorno – mentre gli unici ad avere qualche elemento concreto erano le forze dell’ordine, mentre i media si agitavano istericamente e si mettevano al teorico inseguimento del killer e a caccia di genitori distrutti dal dolore – la risposta più saggia della stampa, vecchia e nuova, quella tradizionale come quella social, fosse il silenzio, la calma, la prudenza. Fra i pochi, quasi solo donne. Una di queste è la tecno-sociologa Zeynep Tufekci su The Atlantic, che teorizza anche che la fisionomia della strage di massa sia una ricerca di attenzione e rappresentazione pubblica, di cui i media si fanno complici. Ogni volta che quel desiderio di rappresentazione viene soddisfatto, nasce potenzialmente un altro killer – il copycat, l’emulo, l’imitatore. Zeynep ha scritto più diffusamente anche sul suo blog, qui e qui.

La canzone di oggi era “Enjoy the silence” di Tori Amos

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_21_12_2012.mp3]

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

Leave a Reply

Your email address will not be published.