senza voce

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Mentre andiamo in onda in diretta, è in corso nel quartiere di Dokki al Cairo la conferenza stampa internazionale indetta dai giovani della rivoluzione egiziana per rispondere, prove e video alla mano, alla conferenza stampa di ieri del Consiglio Supremo delle Forze Armate sulla strage dei copti a Maspero domenica scorsa (su cui Amnesty International ha chiesto ieri un’inchiesta). Come sempre, useranno la credibilità guadagnata sul campo per trasmettere ai grandi media internazionali i materiali in loro possesso e offrire le loro testimonianze in prima persona. Ieri l’esercito ha concluso la sua conferenza stampa con un messaggio molto chiaro: per esprimere le proprie idee non è necessario scendere in piazza; domenica ci siamo trattenuti; e infine, guai a chi tenterà di attaccare la sede della tv di stato a Maspero. Rivoluzionari avvisati. La tv di stato, unica tv con copertura nazionale e completamente controllata dai militari del governo ad interim esattamente come prima della rivoluzione era controllata da Mubarak, è quella che domenica sera ha lanciato il richiamo a ogni egiziano decente perché scendesse in piazza a “proteggere l’esercito dai copti armati”. 35 morti dopo, qualche strana ritrattazione. La minaccia di un’invasione della tv di stato è concreta, vi rinunciarono gli attivisti durante i 18 giorni della rivoluzione e davanti all’edificio continuano a manifestare i copti ogni volta che le loro chiese vengono attaccate, come nel caso dei fatti di Imbaba e di quelli di Assuan. La sera di domenica, mentre fuori si cominciava a sparare, i soldati hanno fatto irruzione nella sede del canale indipendente Ontv (di proprietà di un copto) sospendendo le trasmissioni. All’indomani dell’attacco dei manifestanti all’ambasciata israeliana a settembre, avevano fatto irruzione nelle tre sedi di AlJazeera. Sherine Tadros di Aljazeera twittava all’annuncio della road map per la legge elettorale “come farà l’esercito a spiegare la legge a milioni di egiziani che non hanno né Internet né tv?” Egypt Chronicles raccontava pochi giorni fa delle colonne lasciate in bianco sui giornali dai giornalisti per protesta contro il ritorno della censura di regime. Al Ahram ha raccontato la stretta sulle tv private. Domenica notte ha perso la vita anche il cameraman di AlTareeq Wael Mikhael, colpito da un proiettile alla testa. Qui il resoconto del Committee to Protect Journalists, che ricostruisce meglio degli altri quella che ha tutta l’aria di essere stata l’irruzione coordinata dell’esercito domenica sera nelle sedi di due canali tv e di un giornale, esattamente mentre per strada si sparava e i manifestanti venivano investiti dai blindati.

? La canzone di oggi era “Chains, chains, chains” di Elvis Perkins

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 13 ott 11p.mp3]

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  1. Pingback: dalle ceneri di Maspero | Informare per Resistere

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