risposta a Morozov

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Qualche giorno fa vi ho tradotto il lungo post di Evgeny Morozov nel quale – nel suo classico stile da cyberpessimista elegante – lamentava la morte del cyberflaneur, il passeggiatore solitario di ottocentesca memoria che nelle speranze futuribili degli anni Novanta avrebbe dovuto riprodursi gioiosamente nell’esplorazione contemporanea di Internet. Come ricordate, secondo Morozov quelle speranze sono andate deluse, e ogni piattaforma che utilizziamo oggi, dai consigli personalizzati per gli acquisti di Amazon, alla specificità “su misura” delle app, alla condivisione collettiva sui social media, tende inesorabilmente verso la frequentazione perenne di gusti, acquisti e interessi già acquisiti, e non verso l’esplorazione, la curiosità e l’incontro accidentale, anche solitaria. Dal momento che ogni parola che pronuncia Morozov, blogger e studioso molto controcorrente rispetto agli entusiasti della rete, sfida i suoi pari alla riflessione, non stupisce che qualcuno abbia pensato di rispondergli per esteso. Lo fa nel suo blog Zeynep Tufekci, di origine turca, docente di tecnosociologia all’università del North Carolina e ad Harvard, che conoscete su Twitter come @techsoc e che frequentiamo spesso quando si parla di comunità della rete, privacy e sorveglianza. Zeynep affronta la questione rilanciando, col concetto di “cyberflaneurismo sociale”, e sostenendo che soltanto gli algoritmi dei venditori credono di poter prevedere i gusti di un tipo X sulla rete, mentre nella realtà, anche nei “giardini recintati” come facebook, nessuno corrisponde esattamente a quel tipo X, e nella sua esperienza, è proprio questo che garantisce la continuità delle sorprese (vi traduco il suo post qui sotto nel podcast).

? La canzone di oggi era “Word up” di Willis

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 15 feb 12p.mp3]

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

1 Comment risposta a Morozov

  1. Pingback: immigranti digitali | Alaska

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