quando è sufficiente

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Ieri sera abbiamo seguito insieme in diretta – per radio e su Twitter – le notizie che arrivavano via via dal luogo delle due esplosioni alla maratona di Boston. Una serata triste, concitata, con molti contributi validi sul campo e come sempre anche molte ripetizioni a catena di notizie false, particolarmente quelle generate dal New York Post (unico a sostenere che i morti fossero 12 e che fosse in stato di fermo “un giovane saudita”). Dopo due, tre, quattro foto terribili dei feriti e dei marciapiedi imbrattati di sangue, ho sentito che bastava, che non avevo bisogno di nient’altro per comprendere la portata di ciò che era accaduto. Ma il flusso è continuato con una moltiplicazione di voyeurismo, man mano che i social usati sul campo diventavano meno rilevanti e le tv fornivano i loro resoconti complessivi. Oggi vi propongo una riflessione di Hank Stuiver del Washington Post per The Age.

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_16_04_2013.mp3]

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