prova di forza

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Il SOPAblackout di due giorni fa – il massiccio autoscuramento di siti importanti per protestare contro le bozze di legge in discussione a Camera e Senato degli Stati Uniti ha spostato considerevolmente l’equilibrio fra favorevoli e contrari nelle aule del Congresso. ProPublica ha stilato una mappa in continuo aggiornamento, deputato per deputato e senatore per senatore, dell’orientamento di voto, mentre Felicia Sonmez sul blog 2Chambers dal Congresso riferisce il polso della situazione secondo lo speaker della Camera John Boenher. Sarà felice la Casa Bianca, che ha fatto la sua scelta di campo a favore “dell’elasticità e dell’innovazione”, colpendo al cuore le due bozze legislative prima del voto definitivo – anche se faticherà a far combaciare con questa presa di posizione il blocco poche ore fa dell’FBI del sito di filesharing MegaUpload e l’arresto di quattro dei suoi operatori, che sta provocando un terremoto in rete.

Che si sia d’accordo col grosso degli utenti oppure con le aziende che chiedono una rigida legge antipirateria, con la Apple o con Google, con Obama o con Murdoch, quel che è certo è che sul piatto c’è una partita fatta non solo di diritti universali, ma anche di interessi economici importanti, fra i quali non solo quelli delle aziende “tradizionaliste” ma anche quelli di aziende che poggiano la loro reputazione sulla libertà di condivisione e che non sono da meno nel fare lobbying a colpi di milioni di dollari. Oggi vi propongo due punti di vista, quello di James Allworth e Maxwell Wessel per la Harvard Business Review sul tentativo di bloccare l’innovazione, e quello di Jaron Lanier, guru della rete della prima ora, che riflette per il NYT sui “falsi ideali del web”.

? La canzone di oggi era “Starlight” di Rachael Yamagata

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 20 gen 12p.mp3]

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