Alaska XL #7 | prosa e poesia

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

(il mattino del debutto del titolo TWTR a Wall Street)

Benvenuti alla nuova puntata XL di Alaska, oggi ripercorriamo alcune delle novità digitali più importanti della settimana – materiali sull’evolversi della vicenda NSA, debutto in borsa del titolo di Twitter – ma ci concediamo anche un po’ di respiro poetico con la nuova idea dello scrittore Alain De Botton e l’omaggio di Patti Smith a Lou Reed. Prima di addentrarci negli argomenti della settimana, però, due segnalazioni che riguardano il lavoro di Al Jazeera, entrambe di fatto da esplorare online: Al Jazeera America ha ottenuto (e pubblicato sul suo sito) i diari di Abu Zubaydah, uno dei prigionieri di Guantanamo di più alto profilo, che aiutano a illuminare gli ultimi dieci anni della cosiddetta “Guerra al terrore”, oltre che raccogliere la sua testimonianza sulle decine di volte in cui sotto interrogatorio ha subito la tortura del “waterboarding”. Intanto, Al Jazeera English ha portato a termine la seconda parte della sua indagine documentaria sull’avvelenamento da polonio del leader palestinese Arafat, e qui potete vedere il documentario integrale.

Il 10 novembre il nuovo titolo di borsa di Twitter ha debuttato, non senza le solite cerimonie di festeggiamento di Wall Street e una certa sorpresa per il guadagno del valore del titolo nella prima giornata rispetto alla quotazione iniziale. Il Washington Post raccoglie i pareri degli operatori su cosa questo potrebbe significare per il futuro (quotare Twitter pare una scommessa diversa e assai meno certa di quella di altre aziende “social”); Andrea Boda per Europa online fa un utile ragionamento del giorno dopo; e Vincenzo Marino ripercorre le tappe del successo di Twitter, che spiegano un po’ le grandi attese sul suo valore.

“You make me want to wear dresses” di Lisa Germano

Ecco la prima parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_11_11_2013_1.mp3]

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Molte novità sul fronte NSA:

1) dettagli interessanti sulla sorveglianza senza mandato né preavviso dell’NSA sul traffico dati di Google e Yahoo, che ha destato (un po’ tardive) le reazioni inferocite di Google. Qui il Washington Post, qui Fabio Chiusi sul suo blog sul Messaggero Veneto, qui la reazione di Eric Schmidt raccontata da Slate.

2) le prime udienze sul caso del fermo in aeroporto del compagno di Glenn Greenwald, David Miranda, sotto le leggi anti-terrorismo: qui il riassunto della Columbia Journalism Review, qui il lavoro di Carl Gardner sul suo Head of Legal;  qui e qui  le reazioni di ex e attuali funzionari dell’intelligence inglese che ritengono “pericolose” le rivelazioni di Snowden divulgate dal Guardian; qui il parere (opposto) del padre della rete Tim Berners Lee;

3) la prima audizione dei capi intelligence inglesi davanti alla commissione nazionale sull’intelligence (alcuni dei quali non si erano mai visti in pubblico prima).

4) una discussione interessante a Londra (#stopbuggingus) su sorveglianza e libertà di stampa con i dirigenti del Guardian, Google, Human Rights Watch e diversi parlamentari britannici (qui una sintesi), che sostengono che le agenzie di intelligence hanno “mentito al Parlamento”.

5) la forma che sta prendendo il dibattito legislativo al Congresso americano sul futuro dell’NSA: qui un parere di qualche settimana fa sui punti della proposta di legge Sensebrenner, ritenuta dal deputato Justin Amash l’unica possibilità sensata di modificare il raggio e il metodo dell’agenzia di sicurezza, mentre Dianne Feinstein continua a dimostrare di non capirci molto., e perfino dall’interno della Casa Bianca arriva qualche segnale di malumore.

6) la notizia che il direttore del Guardian Alan Rusbridger verrà sentito in Parlamento a dicembre sul coinvolgimento del suo giornale nelle rivelazioni di Snowden. Qui Huffington Post, qui il Guardian.

7) la notizia che Snowden si fece dare fra 20 e 25 password da colleghi dell’NSA per poter accedere alla parte di documenti in loro possesso, ottenendole con una certa facilità.

8) le prossime rivelazioni, secondo quello che ha detto Greenwald alla Cbc, riguarderanno la sorveglianza americana sul Canada.

“Nothing but time” di Cat Power

Ecco la seconda parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_11_11_2013_2.mp3]

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Lo scrittore e filosofo del tempo reale Alain De Botton è convinto della potenza didattica della filosofia e dell’arte in tempi difficili, e come sapete ha fondato a Londra un luogo di incontro e apprendimento, la School of life, che rovescia la questione del “self-help” in nuovo apprendimento. Luogo di ritrovo, caffè, scuola, negozio ed editore, la School of Life coinvolge come docenti persone che arrivano dal mondo della filosofia come da quello della tecnologia, e di fatto sostiene anche le imprese editoriali di ogni autore, a cominciare naturalmente da quelle del suo fondatore. De Botton non è nuovo ad iniziative particolari per il lancio di un suo nuovo libro, e stavolta – per Art as Therapy, che utilizza le opere d’arte come spunti di riflessione e di elevazione per la nostra vita di tutti i giorni – ha creato un sito da esplorare attraverso alcune domande comuni sull’amore, il lavoro, il successo e il fallimento, creando una serie di percorsi molto belli fra opere d’arte anche non molto conosciute, una sorta di vetrina per i contenuti del suo libro che diventa però anche un’esperienza online. Qui Sara Elkamel – giovane giornalista cairota che ha passato gli ultimi venerdì sera chiusa in casa dalle 19 per via del coprifuoco – sull’intervento di De Botton alla Cooper Union in un libero venerdì sera, qui Wired, e dalle “risposte” del sito vi traggo qualche esempio.

“Kiss me” di Tom Waits

Ecco la terza parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_11_11_2013_3.mp3]

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Fra tutti i commenti alla morte di Lou Reed da chi gli era vicino (ricordiamo quelli straordinari di sua moglie Laurie Anderson e del suo compagno musicale John Cale), quello che più si attendeva e che tardava ad arrivare era quello di Patti Smith. Poetessa urbana come lui, cresciuta con la musica dei Velvet Underground, e suo malgrado sacerdotessa di tutti i lutti del rock, Patti Smith ha scritto una cosa piccola ma straordinariamente densa sul calibro del suo amico e collega, che è stata pubblicata dal New Yorker, e che oggi vi traduco.

“Beginning of a great adventure” di Lou Reed

Ecco la quarta parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_11_11_2013_4.mp3]

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