piccolo presidente

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Da quando in Egitto si sono aperte le candidature alle presidenziali del 23 maggio, sono arrivate più di 500 richieste. Alcuni candidati sono figure celeberrime della scena politica egiziana liberal, altri sono emeriti sconosciuti, alcuni sono candidati di spiccata ispirazione islamica, altri sono resti riciclati del vecchio regime, altri ancora, come il nostro ospite di oggi, vengono dall’esperienza dei giovani rivoluzionari. La quantità di candidati alla presidenza, per quanto faccia sorridere e possa generare confusione negli elettori, è segno però di una qualche liberazione nell’idea di partecipare al processo politico. Come avete sentito, gli orientamenti sul voto sono molto diversi, e fra i giovani della rivoluzione molti si asterranno per protesta contro un voto cruciale che si svolge ancora senza un accordo sulla costituzione, e comunque sotto dittatura militare. Qualcuno invece ha deciso di mettersi in gioco: Khaled Ali è il più giovane fra i candidati alle presidenziali, e la nostra Laura Cappon lo ha intervistato per noi al Cairo – anche se Khaled ha pochissime probabilità di diventare il futuro presidente, il suo manifesto elettorale è un ottimo promemoria di quali sono le macro-questioni che il nuovo Egitto dovrà affrontare.

La canzone di oggi era “Explanations” di Selah Sue

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_16_03_2012.mp3]

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