perderai il cappotto

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Ieri alla Casa Bianca il giuramento di Obama per il nuovo mandato (a evitare altri inciampi come quello del giuramento rifatto in fretta e furia quattro anni fa), che verrà ripetuto oggi nel corso della vera e propria cerimonia pubblica di inaugurazione sul Mall di Washington (qui regole e cronologia della cerimonia). Radio Popolare seguirà il discorso inaugurale oggi con traduzione simultanea a partire dalle 17.50 ora italiana. Intanto la comunicazione a tappeto dello staff presidenziale si allarga, con la nascita (il 17 gennaio, giorno del suo compleanno) dell’account Twitter del personaggio più popolare della casa – la First Lady Michelle Obama, ovvero @FLOTUS – 124mila follower nei primi due giorni. Come nel caso del marito, anche i suoi tweet saranno inviati dai collaboratori a suo nome, tranne quelli scritti da lei, che si distingueranno perché firmati “MO” (quelli personali di Obama sono firmati “BO”). Il primo tweet di pugno di Michelle, opportunamente, è stato quello con la sua dichiarazione di fierezza per il giuramento del marito. Accanto al suo tweet, in tempo reale, quelli del super-fotografo Pete Souza con i primi scatti del giuramento (qui vi raccontavo del lavoro di Souza alla Casa Bianca). Intanto, i giovani collaboratori della campagna elettorale di Obama, come la social media editor Laura Olin, si preparano alla loro prima cerimonia, avvisati dai più esperti che lo spazio per gli ospiti (al gelo) è così angusto e affollato che perderanno sicuramente qualche effetto personale (sulla squadra dei “nerd” di Obama, Internazionale traduce questa settimana il pezzo di Alexis Madrigal).  Nelle stesse ore arriva la notizia, un po’ stupefacente se pensiamo allo stato di avanzamento della presenza dei nostri rappresentanti politici sui social media, che anche l’ultimo dei senatori americani refrattari è sbarcato su Twitter – vale a dire che da ieri tutti i 100 senatori degli Stati Uniti hanno un proprio profilo Twitter per restare in contatto con elettori e rappresentati, e anche la Camera non se la cava male, perché il 90% dei 398 dei deputati è già su Twitter. The Verge pubblica anche una mappa stato per stato con l’incidenza di “sbarchi” sul social media per ogni delegazione – 29 stati hanno tutta la delegazione su Twitter, mentre lo stato più recalcitrante è la Louisiana.

La canzone di oggi (dedicata alla Bibbia di Martin Luther King) era “Nobody knows the trouble I’ve seen” di Sam Cooke

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_21_01_2013.mp3]

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1 Comment perderai il cappotto

  1. Pingback: la scenografia del segreto | Alaska

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