perché dappertutto

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

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Sono molto felice di annunciarvi per la puntata di domani 2 febbraio, anniversario della Battaglia del Cammelli a Tahrir, l’intervista che la nostra Laura Cappon ha realizzato ieri al sit-in davanti al Parlamento del Cairo con il blogger e attivista (scarcerato a Natale) Alaa Abd el Fattah.

Paul Mason – giornalista della BBC con una lunga esperienza su economia e industria digitale, di simpatie trotzkiste – ha pubblicato un nuovo saggio che attraverso le sue esperienze sul campo dalle Filippine al Nord Africa, ipotizza una tendenza comune per le sollevazioni popolari e il futuro delle rivoluzioni, un “nuovo essere umano”  reso paradossalmente più forte dai frutti involontari del capitalismo: connessione, accesso, informazione, condivisione. Kate Webb fa un’analisi di “Why it’s kicking off everywhere: the new global revolution”, e Paul Mason ne fornisce un estratto al Guardian.

La canzone di oggi era “Beginning of a great adventure” di Lou Reed

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 1 feb 12p.mp3]

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1 Comment perché dappertutto

  1. 1972

    Poi però quando il capitalismo non crollerà, quelli come Paul Mason chiederanno scusa? O ritireranno il libro?
    Curioso che, per non riconoscere i progressi che solo il capitalismo può generare e ha di fatto generato, si parli di frutti “involontari” del capitalismo. Non che da un trotzkista uno si possa aspettare molto altro, ma fa sempre una certa impressione vedere come alcune persone continuino a restare impermeabili alle lezioni della storia e siano costrette ad arrampicature concettuali francamente inguardabili. Frutti “involontari” dell’ideologia, potremmo chiosare. Saluti.

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