lo zio Morsi

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Oggi blackout di undici testate giornalistiche e dei tre canali televisivi privati in Egitto per protestare contro il decreto costituzionale di Morsi. Da quando ne abbiamo parlato qui, venerdì scorso l’opposizione laica ha di nuovo riempito Tahrir (dove c’è sit-in permanente con accampamento nella rotonda); i sostenitori di Morsi si sono presentati a migliaia a manifestare il giorno dopo all’Università del Cairo (per evitare scontri a Tahrir); Morsi ha ricevuto dalla costituente la bozza completata in fretta e furia da una costituente abbandonata nelle scorse settimane da tutte le componenti laiche, liberal e copte e da quasi tutte le donne, e ha proclamato che la bozza verrà sottoposta a referendum il 15 dicembre; la bozza è stata aspramente criticata dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani, e tradotta in inglese per farla circolare. La sinistra egiziana sembra orientarsi questa volta non a un boicottaggio ma a una campagna per il “no”, che però non può passare senza un lavoro capillare nei villaggi e nelle fabbriche – e restano solo 10 giorni. E bloccare la costituzione vorrebbe dire rimandare ancora il voto per le parlamentari. Dopo un tacito accordo dei rivoluzionari di tutte le specie per vincere contro i resti del vecchio regime, in pochi mesi Morsi è riuscito a creare il miracolo di un isolamento dei Fratelli Musulmani e della nascita di una vera e propria opposizione, per quanto disorganizzata. Sarah Carr, straordinaria giovane della rivoluzione, prova a spiegare gli stravolgimenti di questi giorni sul suo blog.

La canzone di oggi era “Helpless” (Neil Young) nella versione di k.d.lang

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_04_12_2012.mp3]

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