la valanga

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Qualche giorno fa ha cominciato a circolare la versione completa di tutti i capitoli di “Snow Fall”, la “multimedia byline” di John Branch per il New York Times sulla valanga del 19 febbraio 2012 a Tunnel Creek, nello stato di Washington. Branch aveva già scritto una bella storia a puntate sull’hockey l’inverno scorso, e stavolta la sua ricerca è l’occasione per creare un pezzo di giornalismo che trae il massimo da tutte le potenzialità della rete. A cominciare dallo sfondo quasi cinematografico del titolo (non è una foto, ma un filmato che mostra il sollevamento della polvere di neve dalla superficie della montagna), Branch utilizza ogni strumento possibile per ricostruire cosa accadde fra gli esperti sciatori fuoripista, gli snowboarder e i giornalisti della rivista Powder che si riunirono al Tunnel Creek lo scorso febbraio – minibiografie interattive delle persone coinvolte, video in soggettiva dello sci fuori pista, le foto e i video amatoriali del raduno che precedette la tragedia, le mappe meteo in movimento dei giorni della valanga, le vedute dall’alto della simulazione in 3D della zona. La storia è un omaggio ai 3 sciatori che restarono sepolti e a coloro che vennero salvati dal soccorso di montagna, ma anche una fiaba morale sull’inconoscibilità della neve, le cui strutture molecolari cambiano impercettibilmente al primo mutamento: un minimo salto di temperatura, un rovescio di vento, il passaggio di un singolo sciatore – che possono trasformare la sua consistenza di cipria in una trappola di ghiaccio o una mole pesante come la montagna stessa.

Lo scritto sta in piedi da solo, senza scorciatoie e senza rinunciare a niente in nome della multimedialità – è una storia investigativa dettagliata, sobria, partecipe ma asciutta, ricca di retroscena, che ha richiesto sei mesi di ricerche. Branch racconta degli airbag che gli sciatori fuoripista si portano nella tuta per darsi una chance di non soffocare sotto la neve, dei 20 centri di monitoraggio valanghe dei parchi montani degli Stati Uniti, dell’imprenditoria giovanile arrischiata che si muove ai margini dello sci convenzionale, dei premi indetti dalle marche più importanti di attrezzature sciiistiche, dell’eccesso di confidenza con la neve dei residenti più esperti, della composizione chimica della neve, e di come il tasso di vittime delle valanghe sia salito negli Stati Uniti man mano che vengono violate le zone più remote delle pinete di montagna, alla ricerca di quell’esperienza nella neve fresca che la sopravvissuta Elyse Saugstadt descrive come “la beatitudine, la purezza, l’adrenalina primitiva”. Ma in questo caso, il gusto della lettura è arricchito dalle animazioni che si aprono da sole senza soluzione di continuità, dalle voci dei testimoni, dalle registrazioni delle chiamate al 911, dai suoni della montagna. Undici persone hanno lavorato alla grafica, le fotografie sono di Ruth Remson, i video di Catherine Spangler. Il Centro Svizzero Valanghe ha fornito la simulazione della valanga di Tunnel Creek, e Branch ha intervistato molti scienziati esperti di neve per tesserne la presenza silenziosa in tutto il racconto. La storia è divisa in 6 capitoli che sembrano altrettanti sviluppi cinematografici, e si vede al meglio (purtroppo) sui pc, dove i materiali multimediali si aprono da soli in modo molto fluido, facendone davvero un’esperienza aumentata. In qualche modo, questo enorme investimento di strumenti narrativi sembra riuscire di più qui dove il bianco della pagina ricorda il bianco della neve, e il nero dei caratteri rammenta le impronte umane – e dove la ricchezza scientifica della storia può essere raccontata attraverso le mappe, le simulazioni e il 3D. Ma “Snow Fall” resta in ogni caso un esperimento splendido, un’eccellenza che ci ricorda in quali e quanti modi i linguaggi della rete possono essere usati per raccontare storie in modo organico.

La canzone di oggi era “Winter solstice” di Cold Specks

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_27_12_2012.mp3]

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