la rivoluzione è lunga

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

(l’auto di Chokri Belaid dopo l’assassinio)

Oggi a Tunisi i funerali di stato per Chokri Belaid, il leader dell’opposizione ucciso due giorni fa, e in coincidenza con i funerali, il primo sciopero generale in Tunisia dal 1978. L’aeroporto di Tunisi è chiuso per tutto il giorno, e potrete ascoltare i racconti della giornata da Tunisi nei nostri Gr e a Esteri. L’atmosfera che si respira nella capitale è quella di un momento di svolta di un peso equivalente a quello della caduta di Ben Ali. Ennahda si difende dalle accuse di aver commissionato l’omicidio (che non le sarebbe affatto convenuto), l’impronta islamica che si è concretizzata nei primi passi politici dei paesi nordafricani comincia a oscurare lo spirito della rivoluzione anche a livello di opinione pubblica interna (intanto oggi l’Egitto guarda Tunisi con 38 sigle politiche dell’opposizione che manifesteranno al palazzo presidenziale e a Tahrir), e il primo ministro tunisino Hamadi Jebali (di Ennahda, che pure è contraria) ha affermato di voler sciogliere il governo eletto per sostituirlo, nel difficilissimo momento, con un governo tecnico più inclusivo che acceleri i passi verso la nuova costituzione. Le consultazioni per un rimpasto di governo era in atto da settimane, e l’assassinio di Belaid ha accelerato, secondo Jebali, la necessità di un tavolo politico più inclusivo. Racha Haffar scrive per Tunisia Live della difficoltà di questo cambiamento anche dal punto di vista legale.

La canzone di oggi era “The sellout” di Macy Gray

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_08_02_2013.mp3]

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