la preghiamo di restare in attesa

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

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(il pdf dell’ordine del tribunale che ordina a Verizon di fornire in segreto i dati delle chiamate dei suoi clienti alla National Security Agency)

Se i due senatori americani che da tempo avvertivano sull’ampiezza gigantesca del monitoraggio di dati delle telefonate dei cittadini americani da parte dell’FBI non potevano produrre i relativi documenti strettamente riservati per dimostrarlo, ci ha pensato Glenn Greenwald per il Guardian, entrando in possesso della copia dell’ordine del tribunale di aprile che vedete sopra. Lo scoop è di quelli grossi, e lo trovate qui. La compagnia telefonica Verizon (uno dei cinque colossi della telefonia mobile americana) raccoglie in pianta stabile, indiscriminata e segreta una vastissima serie di dati sulle telefonate di milioni di comuni cittadini (numeri, percorsi e durate delle chiamate) che consegna al governo, in una cornice anti-terrorismo certamente resa legale dal Patriot Act ma in assenza di una ricerca precisa di illeciti. Nel 2006 l’azienda aveva dichiarato di non fornire affatto dati di questo tipo al governo, l’anno dopo si era richiamata al Primo Emendamento quando erano nate le prime cause per “spionaggio illegale”, che il governo americano aveva messo a tacere. Qui la reazione di Al Gore, qui quella del senatore Mark Udall, e quella dell’American Civil Liberties Union.

La canzone di oggi era “Play with fire” nella versione di Rickie Lee Jones

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_06_06_2013.mp3]

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