la app non è comunicazione di massa

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Una novità piuttosto interessante nel panorama italiano (segnalata subito da Il Post qui) dà da riflettere su quella che dovrebbe essere la definizione mutante di “mezzo di comunicazione di massa”. Uno degli istituti di sondaggio italiani, SWG, ha messo sul mercato una app (bella costosa, 9 euro e 99) per fornire a singoli clienti le intenzioni di voto nei 15 giorni precedenti le elezioni, cioè durante quello che viene considerato il periodo di silenzio per non influenzare il voto. Nello spot che vi faccio ascoltare, dopo la voce del fondatore dell’agenzia Roberto Weber, il testo letto dalla voce narrante è quello della mail di risposta e definizione dell’AGCOM, che in effetti permette ad SWG di fornire questo servizio perché l’utilizzo individuale di una app non rappresenta una diffusione delle intenzioni di voto su “mezzi di comunicazione di massa” secondo la normativa vigente. In pratica, è come se la app venisse considerata 1) un servizio a pagamento come quello che SWG già fornisce ai committenti dei sondaggi 2) un servizio commerciale individuale. Nel vuoto legislativo (e temporale) resta l’effetto cumulativo della massa di individui che conosceranno questi dati, e ancor più, l’utilizzo che ne faranno condividendoli personalmente e sui social, a meno che non si consideri una selezione di partenza il prezzo molto alto della app.

La canzone di oggi era “The boats” di Erin McKeown

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_01_02_2013.mp3]

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

1 Comment la app non è comunicazione di massa

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