il nemico di Sua Maestà

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Nell’ambito delle celebrazioni per il giubileo di diamanti, la regina Elisabetta d’Inghilterra compie una visita in Irlanda del Nord. Fra le visite e gli incontri in quella che un tempo era la più insanguinata delle sue province, fra cui il sopralluogo simbolico sul luogo del massacro dell’Ira ad Enniskillen, Elisabetta incontrerà oggi a porte chiuse Martin McGuinness, che un tempo era uno dei più acerrimi nemici della corona d’Inghilterra e uno dei “most wanted” dai suoi servizi segreti. McGuinness, che oggi ha 62 anni e che dall’avvio del faticoso processo di pace ha sempre ricoperto incarichi istituzionali ed è stato anche vice primo ministro dell’Irlanda del Nord, è stato l’uomo-chiave del partito repubblicano Sinn Fein nel passaggio dalla lotta armata dell’Ira alla partecipazione democratica e al progressivo autogoverno a partire dal 1996, anche se aveva svolto un ruolo di negoziatore fin dagli scioperi della fame degli anni Ottanta. Ma McGuinness è stato anche il vice-comandante dell’Esercito Repubblicano Irlandese, e vi militava a 21 anni quando a Derry gli inglesi compirono il massacro passato alla storia come Sunday Bloody Sunday. Anche per ragioni anagrafiche, McGuinness e la regina sono due testimoni storici della relazione burrascosa, e dei rancori ancora irrisolti, seguiti alla separazione forzata delle sei province dal resto dell’isola nel 1921, al controllo politico e militare degli inglesi sul Nord, alla ribellione cattolico-repubblicana, ai Troubles, alle torture in carcere e al confronto fra Ira e Londra a colpi di attentati, intelligence e anti-terrorismo. McGuinness è stato in carcere per due periodi negli anni Settanta, e benché lo abbia sempre negato, diversi giornalisti esperti di Ira lo hanno collocato nel consiglio militare a sette che rappresentava il vertice dell’organizzazione paramilitare.  Per queste ragioni, la stretta di mano che avverrà oggi fra lui e la regina è considerata storica. Dalla rete arriva qualche indiscrezione sul fatto che l’incontro fra i due non sia affatto ben visto dai nazionalisti repubblicani del Nord, anche se il Sinn Fein lo considera un passo importante per il futuro del paese. Vi propongo soprattutto il post di Simon Jenkins per il Guardian, perché illustra bene le difficoltà del processo di riconciliazione e l’incertezza demografica che renderà gli unionisti fedeli alla Corona inglese sempre più residuali. Molto interessanti anche i commenti dei lettori in fondo al suo post.

La canzone di oggi era “I am stretched on your grave” di Sinéad O’Connor (in questa vecchia, fantastica versione live)

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_27_06_2012.mp3]

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