il giorno prima

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Un anno fa oggi, le pagine facebook del movimento 6 aprile di Ahmed Maher e “We are all Khaled Said” di Wael Ghonim chiamavano decine di migliaia di egiziani a una sollevazione pacifica nel Giorno della Polizia, il 25 gennaio, organizzando in segreto diversi cortei in luoghi diversi della città, che solo in un secondo tempo, sfondando le barriere della polizia militare sui ponti, avrebbero occupato piazza Tahrir. La spinta arrivava dall’attività dei blogger contro la tortura fin dal 2005/06, dalle proteste sindacali del 2010, dai Silent Stand sul lungomare di Alessandria per protesta contro l’uccisione di Khaled Said, e dall’enorme impulso finale arrivato dal successo della sollevazione tunisina. Un anno fa, Ghonim prendeva un aereo a Dubai per tornare in incognito al Cairo, e vedere coi suoi occhi il risultato di mesi di coordinamento organizzativo su facebook, e si dichiarava, come molti altri giovani, “pronto a morire”. Un anno fa, gli attivisti del Cairo si dividevano i compiti e si spartivano la copertura via Twitter dei diversi cortei. Trenta milioni di disoccupati, una corruzione pervasiva e quarant’anni di paura della polizia segreta di Mubarak stavano per accendere una rivoluzione molto dolorosa che un anno dopo non è ancora finita. Un anno fa, migliaia di giovani egiziani non chiusero occhio in attesa del 25 gennaio. Ahram ha compilato un dizionario dei termini caratteristici di questo anno di vita egiziana.

Ieri al Cairo si è riunita per la prima volta la Camera Bassa, che dovrà stilare la nuova Costituzione egiziana. Abbiamo seguito tutta la giornata su Twitter, con il giuramento dei 508 neoparlamentari e la nomina del neopresidente Katatni dei Fratelli Musulmani, e i cortei di diverse categorie all’esterno dell’edificio. Diversi parlamentari si sono presentati in aula con la fascia dorata dell’associazione No Military Trials. Gli attivisti hanno twittato le fotografie degli egiziani riuniti nei bar a guardare la teatrale performance della nuova Camera alla tv come se fosse una partita di calcio. Intanto l’esercito conta di calmare le richieste dei rivoluzionari con la liberazione di 1959 prigionieri politici e una parata militare di festeggiamento domani per il #Jan25. Fra i prigionieri “graziati” c’è anche Maikel Nabil, il blogger ventisettenne che si stava lasciando morire in carcere per lo sciopero della fame. Vi racconto un po’ di lui, con la speranza che possa essere liberato già oggi, e vi propongo il post di Aalam Wassef che è andato a trovarlo in carcere il 31 dicembre e lo ha raccontato via blog.

Intanto vi segnalo un altro, bellissimo progetto collaborativo di documentari individuali sulla rivoluzione, 18daysinEgypt.

Aggiornamento h 1730 italiane: Maikel Nabil è stato rilasciato.

? La canzone di oggi era “People have the power” di Patti Smith

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 24 gen 12p.mp3]

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