guardiani a confronto

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Lo scorso fine settimana si è svolto a Londra il Guardian Open Weekend, giornate di lavoro aperte a esaurimento dei posti nella sede del grande quotidiano inglese con molti ospiti di rilievo, fra i quali lo scrittore Ian McEwan, per discutere del giornale, del ruolo dei quotidiani e della costante evoluzione del giornalismo in rapporto alle nuove tecnologie e opportunità di convidisione a fronte dei problemi di costo e vendita del contenuto. Una delle chiacchierate più intense è stata quella fra il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, e il docente della New York University Clay Shirky, che come sapete è una delle personalità più in vista nella riflessione complessiva sulla rete (sempre vive, per esempio, le sue contrapposizioni filosofiche con Morozov). Shirky è docente e consulente sugli effetti economici e sociali di Internet e autore di “Uno per uno, tutti per tutti – il potere di organizzare senza organizzare”. Stimolato dalle domande di Rusbridger, ha portato a Londra principalmente la sua osservazione di quello che accade nei media americani. Oggi vi traduco tre dei punti salienti della lunga intervista che potete vedere in video integralmente quiil primo riguarda le riflessioni sul modello del quotidiano a pagamento e come il problema di pagare i contenuti si sta trasformando in un tipo diverso di rapporto fra il quotidiano e i suoi lettori. Il secondo riguarda il rapporto fra il giornalismo e la trasparenza e disponibilità dei dati. Il terzo la protesta contro il SOPA e l’agitazione che ogni trasformazione tecnologica provoca in un medium tradizionale.

? La canzone di oggi era “Get it wrong get it right” di Feist

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_06_04_2012.mp3]

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