grandi occhi della rivoluzione

(Ganzeer al lavoro, foto di Kristen Chick)

(uno degli sticker più famosi di Ganzeer, nella doppia versione arabo/inglese)

La scena dei graffiti al Cairo, esplosa con la rivoluzione e molto rappresentativa del percorso di provocazione, espressione e autodocumentazione dei suoi giovani, è diventata da poco un libro straordinario, il WallTalkBook (in attesa che sia disponibile attraverso Amazon, qui lo trovate da scaricare sotto licenza CreativeCommons). Il primissimo, rapido, inafferrabile artista di strada affiorato agli albori della rivoluzione (come sa chi ci segue su Twitter fin da allora) è stato un giovane professionista dell’illustrazione, Ganzeer. Vero nome Mohamed Fahmy, Ganzeer rifiuta l’etichetta di arte di strada ma con ogni disegno rivendica che “le strade appartengono al popolo”. Personaggio dolce e umile, nei tempi più cupi della giunta militare era diventato una specie di supereroe invisibile, acerrimo nemico del generale Tantawi; i suoi stencil rivoluzionari sono stati copiati a catena da migliaia di persone e hanno dato il via a una generazione di nuovi giovanissimi artisti, e il suo tratto è fra i più riconoscibili della scena pubblica egiziana. Laura Cappon lo ha incontrato al Cairo per noi.

La canzone di oggi era “Paint it black” dei Rolling Stones

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_15_11_2012.mp3]

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