gli scherzi della memoria

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Il 30 gennaio dell’anno scorso, Jonah Lehrer, 31enne e famoso, si dimetteva dal New Yorker dopo aver ammesso di essersi inventato alcune citazioni da Bob Dylan nel suo libro sulla creatività, soltanto un mese dopo aver ammesso di aver copiato e rielaborato materiali di altre testate per alcuni dei suoi famosi articoli. Il tipo di giornalismo per cui Lehrer era famoso presuppone – come minimo – la ricostruzione in buona fede di ciò che è stato effettivamente detto, o l’esatta citazione se racchiusa fra virgolette, anche se è vero che nel giornalismo narrativo si usa la rievocazione di frasi e situazioni non sempre in chiave letterale. A parziale autodifesa, Lehrer aveva sostenuto l’argomento della fallibilità della memoria umana, che è un argomento scientifico vero e proprio. A spiegarcelo, in un bellissimo saggio per la New York Review of Books del 21 febbraio, è uno dei più grandi narratori scientifici viventi, Oliver Sacks, docente di psichiatra e neurologia che conoscete per i suoi bellissimi libri, come “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”. Brainpickings.org riprende il suo saggio e isola i passaggi più significativi sul lavoro di reinvenzione della memoria che il nostro cervello continua a compiere per tutta la vita.

La canzone di oggi era “Jubilee Street” di Nick Cave & the Bad Seeds

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_06_02_2013.mp3]

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