Donne e Weinstein e un’idea tutta strana di cosa vuol dire privilegio

Ieri, prima lezione a scuola, creative non fiction, in inglese, ragazzi e ragazze fra i 20 e i 30 anni. Parliamo di Rebecca Solnit e dico loro, per capire chi è, è la scrittrice che ha inventato il termine “mansplaining”. Al solo sentire la parola, tutti annuiscono, sanno esattamente di cosa si tratta, e le ragazze annuiscono ancora più vigorosamente, con gli occhi lucidi. Pensateci prima di scrivere il 400esimo prezioso imperdibile editoriale su come le vittime di molestie avrebbero dovuto denunciare prima, e come ora procederete a spiegar loro quello che avrebbero dovuto fare.

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È qua che si vede di che pasta siete fatti. Sorridere al braccio di un Weinstein non significa non pensare che sia un porco molestatore arrogante che non accetta un no come risposta. E magari ribollire di rabbia perché tiene in mano il tuo destino, e vergognarsi di non riuscire ad andarsene sbattendo la porta perché sembra che non ci siano alternative. Sorridiamo da mille anni, perché da mille anni veniamo comprate, barattate, molestate, picchiate, stuprate, e troviamo sbarrate le strade che per voi sono aperte. Crescete un po’.

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Oggi ho capito tutto: un uomo potentissimo e pieno di soldi, con una rete organizzata di intimidazione che manco in un romanzo di Ellroy, si scopre essere un maiale osceno e un criminale, e le privilegiate sarebbero le attrici (collaboratrici, assistenti, stagiste) che ha molestato – privilegio che a quanto pare toglie loro il diritto di lamentarsi perché “così va il mondo”. Comincio a pensare che il grosso grosso problema che abbiamo in generale sia dove vedete il privilegio, e dove vi hanno fatto credere che sia. Nelle donne molestate, nelle attrici di 20 anni a Hollywood, nelle fotomodelle anoressiche e nei buffoni che se le tengono sulle ginocchia, o magari in quelli che hanno ancora uno straccio di diritto sindacale, nei migranti che vengono a rubarvi il lavoro, nel parcheggio riservato al disabile, nel politico di mezza tacca di cui forse invidiate il posto, nel matto che urla per strada turbandovi il sonno, in quello che un po’ ha studiato e alla cultura ci tiene anche se non ha più una lira. Il privilegio non lo vedete mai, mai nel potere vero, eh? Mai.

(ho scritto queste rapide note su Facebook in risposta alle polemiche contro Asia Argento che ha aggiunto le proprie rivelazioni sulle molestie di Harvey Weinstein e uno stupro subito molti anni fa a quelle di diverse altre colleghe).

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