diario libico

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Mentre la Libia del dopo-Gheddafi è tormentata dal fallito disarmo delle milizie e dal distacco percepito fra la popolazione e l’NTC, centinaia di migliaia di persone attendono la ricostruzione dei luoghi più martoriati, come Misurata, i bambini sono tornati a scuola, le donne lottano per una rappresentanza forte nel paese di domani, i collegamenti internazionali con l’aeroporto di Tripoli sono ripresi quasi completamente. In occasione dell’anniversario del 17 febbraio, Andy Carvin di NPR è oggi per l’ultimo giorno in visita nei luoghi che aveva seguito per tutto l’anno grazie allo smistamento dei messaggi degli attivisti. Oltre a twittare da Benghazi, Tripoli e Misurata (quando trova una connessione) postando anche qualche file audio, Carvin sta postando una serie di piccoli frammenti di diario della sua esperienza per il blog di NPR, Two-Way, e oggi ve ne propongo qualche estratto. Il suo è uno sguardo americano, individuale, quasi intimo. Qui racconta l’avvio del viaggio, qui il nuovo approccio al suo passaporto all’immigrazione in aeroporto, qui i festeggiamenti a Benghazi, qui la visita al tribunale di Benghazi, qui il dilemma sulle modalità di festeggiamento, qui la parata di automobili a Benghazi, qui la sua visita sulla tomba del citizen journalist Mo Nabbous, ucciso a Benghazi due giorni prima dell’intervento internazionale, qui il suo colloquio con Danny Vampire, giovane rivoluzionario deluso.

? La canzone di oggi era “Foot in the door” di Fink

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 22 feb 12.mp3]

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