dalle ceneri di Maspero

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

(sotto le finestre di Alaa n.2, 31 ottobre 2011)

La strage dei copti del 9 ottobre non ha soltanto rappresentato una frattura netta fra la rivoluzione e la controrivoluzione in Egitto, ma porta con sé ogni genere di conseguenze, a cominciare dallo stravolgimento dei fatti che l’esercito, dopo essere stato chiamato a rispondere della strage, mette in atto incarcerando gli attivisti. Alaa Abdel Fattah giunge oggi al nono giorno di detenzione per essersi rifiutato di rispondere a una corte militare, e l’unico miglioramento della sua situazione, mentre sua madre ha cominciato uno sciopero della fame, è stato il trasferimento al carcere investigativo di Tora. Alaa ha scritto di nuovo dal carcere, un post in arabo egiziano colloquiale che Sultan al Qassemi si è di nuovo messo a disposizione per tradurre in inglese, e che io vi traduco in italiano.

Mentre 12000 persone sono detenute nelle carceri militari egiziane, a 20 giorni esatti dalla prima tornata elettorale per le parlamentari, le conseguenze della notte di Maspero hanno illuminato tragicamente anche la situazione dei pochi media indipendenti egiziani. Vi avevo raccontato censure sui quotidiani, irruzioni dell’esercito nelle sedi delle piccole tv libere satellitari, e il ruolo terribile che giocò la tv di stato la notte del 9 ottobre. Un anchorman indipendente di OnTv molto in vista, Yosri Fouda, ha sospeso il suo talkshow “The Final Word” per protesta contro le interferenze dell’esercito in una puntata a cui doveva partecipare lo scrittore Alaa al Aswani e un militare che doveva rispondere dei fatti di Maspero; molto criticato sul momento dagli attivisti per aver apparentemente “gettato la spugna”, Yosri Fouda ha in realtà le idee molto chiare sulla necessità di media liberi e indipendenti in Egitto e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Il giorno dell’annuncio della chiusura del suo talkshow, alcuni tweep si sono fatti carico di tradurre dall’arabo in inglese le sue spiegazioni, e in seguito alcuni post hanno chiarito la sua posizione. Qui anche l’intervista che Fouda ha concesso al programma della BBC “Hard Talk”, dove spiega molto chiaramente di essere arrivato al punto in cui l’esercito si aspetta che i giornalisti si facciano carico di una sorta di auto-censura, e lui non può accettarlo.

? La canzone di oggi era “Reflections” degli Screaming Trees

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 8 nov 11p.mp3]

Per scaricarla sul tuo computer clicca qui

Leave a Reply

Your email address will not be published.