cinguettare islamico

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

In questi giorni Twitter comincia a stilare le sue liste di fine anno – un anno molto speciale, che lo ha visto triplicare di volume nel mondo – elencando gli eventi e gli hashatg più popolari, e scopre, se ce ne fosse stato bisogno, che l’hashtag più usato dell’anno è stato #Egypt, Egitto. E mentre siamo abituati da gennaio ad associare l’utilizzo dei social media con l’avanguardia laica e liberale della rivoluzione, durante il primo turno delle elezioni egiziane è diventato obbligatorio seguire le comunicazioni via Twitter di @Ikhwanweb, account ufficiale dei Fratelli Musulmani – sorta di ufficio stampa e PR per la fratellanza in 140 caratteri. Ex perseguitati sotto Mubarak (che doveva molta della sua tenuta alla minaccia di lasciare loro campo libero se si fosse fatto da parte), profondamente radicati sul territorio, abili mediatori di sottofondo durante le battaglie sanguinose di piazza Tahrir, ridicolizzati dai laici e, di fatto, vincitori morali delle elezioni, i Fratelli Musulmani hanno condotto una campagna elettorale lautamente finanziata e organizzatissima, e stanno usando ogni strumento a disposizione per cercare di dissipare i timori sul fatto che abbiano visione integralista della futura società egiziana. In piena campagna elettorale, Lauren Bohn di Foreign Policy è andata ad incontrare le persone che stanno dietro all’account @Ikhwanweb.

? Le musiche di oggi erano “”Sir Greendown” di Janelle Monae e “East Harlem” di Beirut

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 9 dic 11p.mp3]

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