chi sei veramente?

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

La questione della vera identità della blogger siriana Amina, che finora nessuno ha mai incontrato di persona e di cui nessuno ha mai sentito la voce, e del suo sequestro da parte delle forze di sicurezza siriane annunciato soltanto dal suo blog (su cui continua a non comparire traccia dei commenti sul suo mistero che invece inondano la rete), non riguarda solo la stessa Amina. Si sprecano le teorie sul perché una persona di lingua inglese e seconda lingua araba, con una chiarissima conoscenza della Siria, possa aver falsificato la propria identità online mescolando finzione e realtà su questioni spinose come la preferenza sessuale in un paese molto repressivo: da chi crede che la persona che scrive col nome di Amina miri solo a farsi pubblicità per un libro, alla teoria che vuole che i servizi segreti siriani abbiano costruito la sua identità per delegittimare quelle di protezione degli altri attivisti siriani. Ma già dal 2007? Con una tale abilità narrativa? In previsione di una rivolta e di un dissenso che nessuno avrebbe potuto prevedere? Andy Carvin, principale investigatore sull’identità di Amina, dice pacatamente la sua al programma radiofonico Here & Now, e ci ricorda che chiunque sia Amina, e che il suo sequestro sia vero o falso, migliaia di persone stanno subendo davvero il destino da lei descritto nelle carceri siriane. Peter Beaumont ci segnala il riassunto di ciò che è avvenuto fin qui tracciato da Esther Addley. @SpondaNord ci segnala un commento siriano-americano in coda al post di Liz Henry di cui vi davo conto due giorni fa. E infine zeynep posta sulla questione delle false identità necessarie agli attivisti arabi per tentare di sfuggire agli apparati di sicurezza, e rfilette su come le infinite possibilità di celare la propria identità sulla rete di qualche anno fa siano oggi completamente rovesciate.

? La canzone di oggi era “Riverside” di Agnes Obel

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 10 giu 11.mp3]

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10 Comments chi sei veramente?

  1. RoPiky

    Non ho ancora avuto il tempo di ascoltare il podcast, quindi magari ne avete parlato, ma un’altra ipotesi, che viene più insinuata che espressa chiaramente, è che potesse essere al soldo dei servizi segreti, o chi per essi. avinunu, di Electronic intifada, (cito lui perchè è l’unico di cui mi ricordo l’identità, erano tutti tweets di ieri) si domandava “I find it suspicious “#Amina” friended so many activists/people concerned with Palestine etc on FB, including me yet allowed little access”. E ancora “I also cannot ignore the strange “aminaarraf” Hebrew profile with same birthday as “#Amina”. Questo spiegherebbe il fatto che il blog sia cominciato nel 2007. Ieri girava anche una schermata di un presunto messaggio scritto da lei in qualche forum nel 2008 dove si parla di marito e famiglia di religione mista. Non ho idea di quanto possa essere contraffatta, però, un’immagine del genere.

  2. Andrea

    Incredibile questo fatto comunque… al di là delle buone intenzioni (o meno) del ragazzo che si è inventato questa finta persona. Caspita, sono mesi che in radio sento parlare da te di questa povera, coraggiosa ragazza lesbica e l’altro ieri scopro che invece nemmeno esiste… personalmente ci sono rimasto male, sarà ingenuo io ma tendo a credere parecchio a quello che sento su radio pop, presumendo che le fonti siano certe.
    ciao
    Andrea

  3. stefano

    ma del vantaggio che questa storia ha portato non ve ne frega zero???
    aver parlato di tutti i problemi (VERI) di gente COME amina non è già un lato incredibilmente positivo?

  4. stefano

    e non è un interessante esperimento di “verità” vs “chi lo sa” sul web, cercando di togliere quell’alone di mito a un mezzo rivoluzionario ma imperfetto come tutto a sto mondo?

  5. MarinaMarina

    per Andrea, solo una precisazione per chiarezza, dal blog di Amina abbiamo letto una sola volta, il 28 aprile (il famoso post incriminato che aveva commosso tutti). Le altre volte che abbiamo parlato di blogger lesbiche siriane NON si trattava di Amina; sono diverse, sui blog, facebook e Twitter, e usano pseudonimi per proteggersi dalla repressione. Alcune di loro sono contatti personali di nostri ascoltatori, e ci sono voluti mesi per trovarle.

  6. Mic

    Io volevo semplicemente invitare tutti a non prendere per oro colato tutte le informazioni che arrivano dai luoghi delle rivolte solo perché arrivano da twitter o dalla rete in generale. Specialmente se, guarda caso, queste informazioni confermano regolarmente la versione degli eventi spacciata dai media occidentali: “regime satanico reprime brutalmente giovani pacifici che insorgono spontaneamente chiedendo democrazia”. Se questo pacioccone americano ha pensato di “dare una mano” alle lesbiche siriane inventandosi un personaggio fatto apposta per conquistarsi la solidarietà dei frequentatori dei blog, volete che governi e agenzie occidentali, con gli interessi che hanno nei paesi arabi e le energie che spendono per il controllo dell’informazione, non abbiano avuto la stessa idea, e con ben altri obiettivi che quello di “dare una mano”? Non sto dicendo che la realtà sia sempre e per forza diversa da come viene presentata dai blog: sto dicendo che, in mezzo a informazioni vere, c’è sicuramente anche una massa di notizie false o distorte diffuse ad arte da chi, in occidente, ha tutto l’interesse a preparare la propria opinione pubblica a futuri interventi militari. Proprio come è avvenuto in Libia, previa “stimolazione” dell’opinione pubblica tramite ‘notizie’ (nessuna delle quali confermata e molte delle quali smentite clamorosamente) di fosse comuni, massacri negli ospedali, sanguinari mercenari africani e addirittura distribuzioni di viagra a misteriosi reggimenti di stupratori. Mancano solo i bambini infilzati sulle baionette, tanto di moda nella propaganda della prima guerra mondiale (i giornali inglesi ne incolpavano i soldati tedeschi, i giornali tedeschi ne incolpavano i soldati inglesi)…

  7. ollie

    ma davvero non esiste??
    comunque sono d’accordo con stefano… a questo punto, l’importante è averne parlato e aver attirato l’attenzione su tematiche importanti, delle quali altrimenti non si sarebbe mai discusso. C’è gente vera, là fuori, con questi problemi veri.

  8. blackjackie

    Massì, che importa se è un personaggio inventato?
    Ciò che conta è aver attirato l’attenzione su determinate tematiche di cui non si sarebbe mai parlato.
    Sono d’accordo con voi.

  9. Mic

    Ma infatti, chi se ne frega della realtà? L’importante è indicare con chiarezza chi dovrà essere bombardato, no?

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