buffalo soldier

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Il 2 maggio dal sit-in di Abbaseya davanti al ministero della Difesa al Cairo, l’attivista Tarek Shalabi twittava una foto della prima linea di agenti della CSF egiziana commentando, “these guys are so sick and tired of all this”… L’altra parte, il nemico, la schiera senza volto – la polizia e l’esercito sono questo per la maggior parte degli attivisti. Ma qualche reduce dei conflitti Usa andrà domenica a Chicago insieme a OccupyWallStreet contro il vertice Nato a restituire le sue medaglie, qui trovate la storia di Greg Boesus della Guardia Nazionale, reduce dell’Iraq. Intanto al Cairo tornano le voci sui piccoli ammutinamenti all’interno della CSF, formata dai giovani coscritti respinti dall’esercito che lavorano in condizioni terribili mentre cercano di tenerli buoni con un piccolo aumento di stipendio. Ne riferisce Hossam el Hamalawy, ennesima puntata di un discorso cominciato con la presenza di soldati disertori in piazza durante i 18 giorni della rivoluzione, con la forte tensione fra vecchia e nuova guardia da quando l’esercito ha assunto i poteri di governo di transizione, con lo storico attrito fra polizia ed esercito, e culminato in un corteo di mille poliziotti a Tahrir nella giornata del 1° maggio. Marwa Awad aveva scritto un bel reportage il mese scorso sulle richieste di cambiamento che si agitano all’interno dell’esercito egiziano.

La canzone di oggi era “Death to my hometown” di Bruce Springsteen

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_17_05_2012.mp3]

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