armi letali

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Venti bimbi fra i sei e i sette anni, e sei adulti, in una scuola elementare di provincia, uccisi da un ventenne, con le armi appartenenti alla vasta collezione della madre, uccisa a sua volta. E’ la strage di Newtown, in Connecticut, la settima di questo tipo negli Stati Uniti nel solo 2012. Nella fretta di arrivare primi, i media americani hanno commesso molti errori, e quelli italiani a ruota. I primi hanno chiesto scusa, i secondi no. La rete si è improvvisata vigilante a posteriori, cercando di smascherare il presunto killer (con il nome sbagliato) su Facebook e Twitter – perseguitando un omonimo con migliaia di minacce. Qui Obama che parla subito dopo la strage, qui il testo del suo discorso a Newtown ieri in cui dice “dobbiamo cambiare”, qui la traduzione de Il Post. Qui Christopher Hitchens nel 2007 dopo la strage alla Virginia Tech. Per qualcuno Newtown è la linea rossa oltre la quale bisogna vincere il taboo costituzionale che dà diritto ad ogni americano di possedere armi da fuoco, e per discutere di tutela e assistenza nella salute mentale. Pochissimi tracciano un legame fra la politica americana di regolare i conti a colpi di armi da fuoco nel mondo a quella di farlo dentro casa.

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_17_12_2012.mp3]

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