alla faccia della trasparenza

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Per proseguire il discorso sulle nomine AGCOM cominciato nella puntata del 22 maggio, e per prepararci con voi al voto di domani in Parlamento e alla discussione sull’argomento nel microfono aperto di questa sera su Radio Popolare alle 20 – ospiti Alessandra Poggiani, Riccardo Luna e Giorgio Scorza, fra i più impegnati in queste settimane nella battaglia online per la trasparenza delle nomine – riprendiamo qui la questione anche perché è di ieri sera la conferma che nonostante gli sforzi, il grande successo della candidatura pubblica di Stefano Quintarelli, il gesto di Fini di far raccogliere e protocollare circa 300 curriculum per i parlamentari della Camera (procedura del tutto spontanea e che non ha paralleli al Senato), il coinvolgimento di alcuni parlamentari nella battaglia per cambiare le regole di nomina degli organismi come AGCOM, cda Rai e Garante della Privacy, la spartizione fra PD e PDL sulle nomine sarebbe comunque avvenuta, immaginando quattro figure sotto la presidenza di Cardani, indicato da Monti (francamente superflua la proposta di queste ore del capogruppo Franceschini di condurre miniprimarie interne sui vari candidati in quota PD). In questo discorso ricadono diversi temi: futuro del ruolo dell’AGCOM, che in parte governa insieme agli altri organismi sul nostro vecchio tema politico del conflitto d’interessi, che governa sulle frequenze radiotelevisive, che gestirà i passi dell’Italia sull’agenda digitale nazionale (che non è da vedersi solo come regolamentazione delle libertà di Internet ma anche come seria e moderna fonte di sviluppo economico) e su quella europea; e ancora, i criteri richiesti a gran voce dai cittadini riguardano trasparenza delle nomine e competenze in molti altri settori della vita pubblica, così come la questione tutta italiana dell’anzianità eccessiva dei candidati e della bassissima inclusione di donne. Vi propongo quello che scriveva il Post il 30 maggio e quello che scrive oggi Wittgenstein alla notizia della spartizione tradizionale delle nomine, e quello che ha scritto Alessandra Poggiani per Chefuturo.it, che di rete e agenda digitale se ne intende anche a livello europeo, su quello che ha scoperto quando ha provato a candidarsi. Qui quello che scritto Chiara Saraceno sulle quote rosa negli organismi di sorveglianza e non per Repubblica.

La canzone di oggi era “King of anything” di Sarah Bareilles

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska_05_06_2012.mp3]

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