Alaska XL #28 | heroes

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

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(Bassem Sabry con la sua maschera da Batman)

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Bassem Sabry, 32 anni, giornalista e analista politico egiziano, consigliere della compagine laica della rivoluzione, instancabile e gentile nell’incoraggiare colleghi e compagni e nel non assecondare la tragica polarizzazione del discorso politico egiziano, era molto vicino a questa trasmissione, e ci aveva fornito in vari momenti il suo sguardo e il suo parere unico. Era affettuoso, intelligentissimo, e non dimenticheremo che ci salutava sempre con un “ciao” o un “grazie” in italiano quando capitava di scambiarsi un messaggio su Twitter. Ci ha lasciato nella sera di martedì scorso, e i suoi amici al Cairo, e in tutto il mondo, sono ancora sotto shock, forse ancora troppo per accettare che le circostanze della sua morte – classificata come accidentale – siano un po’ sospette. Con lui, le speranze della rivoluzione perdono un altro punto di forza e lucidità, un’altra fonte di ispirazione. La settimana scorsa si sono tenuti i funerali di Bassem, e sabato una veglia di tutti gli amici, a cui erano presenti anche il candidato alle presidenziali Hamdeen Sabbahi, il comico Bassem Youssef, e amici venuti da lontano, come Andy Carvin, che ha preso un volo in fretta e furia dal festival di Perugia, e Sultan al Qassemi, arrivato da Dubai. Oggi, ancora incredula, voglio dedicare Alaska all’esempio di Bassem, e alla sua capacità di attrarre, oltre al rispetto professionale, affetto e tolleranza e dolcezza – ineguagliati. Lo facciamo attraverso le tante cose che sono state scritte su di lui in questi giorni (si è svolta una cerimonia in suo ricordo perfino a Central Park, nell’angolo Strawberry Fields dedicato a John Lennon), soprattutto da chi lo conosceva bene.

Ciao Bassem, ciao.

Qui la notizia dall’Associated Press, qui Patrick Kingsley sul Guardian, qui Ayat Al-Tawy per Ahram Online, qui Ben Flanagan per Al Arabiya, qui uno dei giornali per cui scriveva Bassem, Al Monitor, qui il Los Angeles Times.

“This is not a song, it’s an outburst” di Rodriguez

Ecco la prima parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_05_05_2014_1.mp3]

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Nel podcast qui sotto il ricordo di Bassem Sabry della nostra Laura Cappon, che ha lavorato con lui al Cairo.

Qui la raccolta di tanti tributi organizzata da Nervana Mahmoud sul suo blog.

Qui Zeinobia.

Qui Amro Ali.

Qui Ase per l’Huffington Post.

Qui Max Fisher per Vox.

Qui Lina El Wardani per Ahram.

Qui Mohamed El Dahshan per Atlantic Council.

“Kala” di Ali Farka Touré e Toumani Djabaté

Ecco la seconda parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_05_05_2014_2.mp3]

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Qui Sarah Carr per Mada Masr.

Qui Sarah Labib.

Qui Koert DeBoeuf per Euobserver.

Qui per Mada Masr il tributo a Bassem di H.A. Hellyer.

“Toumast Tincha” dei Tinariwen

Ecco la terza parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_05_05_2014_3.mp3]

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Come sapete, sono appena rientrata dalla settima, meravigliosa edizione del festival del Giornalismo di Perugia – moltissimi i filoni su cui varrà la pena tornare con calma nella prossima puntata, anche perché quello che non è umanamente possibile seguire in contemporanea mentre ci si trova al festival diventa poi gradualmente reperibile con i link ai video, e vorrei provare a restituirvi qualcosa delle varie correnti di ragionamento di quest’anno, degli spunti, delle novità, degli interrogativi ancora irrisolti su come fare informazione oggi, e sulle realtà individuali e collettive dalle quali possiamo imparare qualcosa e che il Festival ha la capacità di mettere in contatto nei quattro giorni di incontri. Uno dei tratti distintivi dell’edizione di quest’anno – la prima con il supporto del crowdfunding – è stata la maggiore presenza di stranieri. Per oggi, mentre Arianna Ciccone e Chris Potter annunciano che l’ottava edizione del festival l’anno prossimo ci sarà, mi affido alle parole di uno di loro, che non solo è un’autorità nel giornalismo digitale ma ormai anche un veterano del festival – Steve Buttry.

“Sirens” dei Pearl Jam

Ecco la quarta parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_05_05_2014_4.mp3]

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