Alaska XL #10 | la trappola

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

(una delle prime manifestazioni di questi giorni contro la legge anti-proteste, a Talaat Harb,  foto di Mosa’ab el Shamy)

1

NSA: la resa dei conti per il quotidiano britannico Guardian si avvicina; domani il direttore Alan Rusbridger dovrà testimoniare in Parlamento, e il giornale stesso si trova di fronte a alla prospettiva di conseguenze giudiziarie della sua scelta di pubblicare i materiali riservati di Snowden. Rusbridger scrive oggi sull’online del Guardian.  Il Washington Post racconta le pieghe della legge britannica che non sono favorevoli al giornale di Rusbridger.  Qui Fabio Chiusi sullo scambio di tweet fra Glenn Greenwald e Wikileaks sull’opportunità o meno di lasciare in chiaro nomi propri e dettagli nei leaks.

“Joga” di Bjork

Ecco la prima parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_02_12_2013_1.mp3]

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2

Una settimana di fuoco in Egitto. Disperse le prime manifestazioni indette contro la nuova legge anti-protesta, almeno 61 arrestati a una piccola manifestazione davanti alla sede della Shura contro i processi militari ai civili (qui una gallery del Daily News Egypt) ancora inseriti nella bozza della nuova Costituzione che si è finito di votare ieri; undici giovani donne del movimento contro i processi militari ai civili – fra le quali Nazly Hussein, Salma Said e Mona Seif – sono state picchiate e molestate dalla polizia, che le ha poi scaricate nel deserto 40 km fuori dal Cairo (qui lo Storify di Asteris Matsouras). Del totale degli arrestati, 24 sono ancora in detenzione, e a loro si sono aggiunte due delle figure più importanti della rivoluzione del 25 gennaio: Alaa Abdel Fattah, che alla notizia di un pretestuoso mandato di arresto nei suoi confronti ha annunciato pubblicamente di volersi costituire sabato; nonostante questo, le squadre speciali della polizia hanno fatto una violenta irruzione a casa sua giovedì sera, sfondando la porta, picchiando lui e sua moglie, sequestrando i loro computer e cellulari, e arrestando Alaa, che dopo una notte bendato e ammanettato in una caserma nel deserto, è comparso la mattina dopo al Direttorato del Cairo dove gli è stata rinnovata la detenzione per minimo altri quattro giorni. Intanto, alla notizia di un mandato di arresto nei suoi confronti, anche Ahmed Maher del movimento 6 aprile si è consegnato spontaneamente in Procura. Qui la notizia per The Lede del NYT. Qui potete vedere il video che il collettivo Mosireen ha montato per documentare da varie fonti gli arresti davanti alla Shura; il video si conclude con il saluto al blindato che portava via Alaa dal direttorato, e gli slogan scanditi da Ahmed Maher al suo arrivo spontaneo in Procura.  Qui la dichiarazione (tradotta dall’arabo dalla scrittrice Ahdaf Soueif) con cui Alaa annunciava di aver comunicato le proprie intenzioni alla Procura via lettera e telegramma, che ho tradotto in italiano per voi. Qui il documento in varie lingue in continuo aggiornamento con le notizie sull’accaduto, le manifestazioni, le novità su Alaa e Ahmed Maher, l’archivio sulle precedenti detenzioni di Alaa, e le notizie sull’uccisione del giovane studente Mohamed Rada da parte della polizia a una manifestazione all’interno dell’Università del Cairo. Qui il resoconto degli articoli più tormentati nel voto della Costituente, che ha poi fatto passare la bozza escludendo gli articoli che prevedevano come roadmap referendum costituzionale, poi parlamentari, poi presidenziali (il tentativo è quello di forzare prima le presidenziali). Alle 14.09 del 1 dicembre ora egiziana è arrivata la notizia che Ahmed Maher, riascoltato in Procura, è stato rilasciato su cauzione (ha rifiutato il rilascio finché non saranno liberi tutti gli altri), mentre ad Alaa Abdel Fattah sono stati dati altri 15 giorni di detenzione in attesa di giudizio.

“High hopes” degli Havalinas nella versione di Bruce Springsteen

Ecco la seconda parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_02_12_2013_2.mp3]

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3

Qualche ora prima che la legge anti-manifestazioni entrasse in vigore, il comico satirico egiziano Bassem Youssef è stato invitato dal Committee to Protect Journalists a ritirare il premio conferitogli contro la censura (qui trovate il suo discorso di accettazione, al quale era presente anche Jon Stewart dei Daily Show). In questa occasione, Youssef ha rilasciato un’intervista per il New York Times a Liam Stack, a lungo corrispondente prima dalla Libia e poi dall’Egitto. L’intervista è stata registrata in formato video nella redazione del New York Times e la trascrizione è stata pubblicata dal blog del NYT The Lede. Alessandra Neve ha tradotto per noi l’integrale dell’intervista, in cui Bassem Youssef chiarisce sulle trattative su dove verrà trasmesso il suo show adesso che il contratto con la CBC è stato troncato dopo la messa in onda della prima puntata, e commenta la polarizzatissima situazione egiziana.

“Sirens” dei Pearl Jam

Ecco la terza parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_02_12_2013_3.mp3]

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4

In chiusura qualche commento dalla rete sulle prospettive di Amazon annunciate da Jeff Bezos ieri, in un’intervista televisiva a 60 Minutes con Charlie Rose che era molto attesa proprio perché si sapeva che Bezos aveva in mente qualche progetto futuribile da rivelare. La sorpresa (oggi presa molto in giro sui social media) è quella di consegne quasi immediate dei pacchi Amazon via drone, entro il 2015. Droni buoni? E come sarà gestito il traffico? Ma Bezos diceva sul serio. Qui Huffington Post, qui Mashable, qui The Verge.

“Send your youth” di Cold Specks

Ecco la quarta parte di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_02_12_2013_4.mp3]

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