al Tweetah?

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Come forse sapete, è arrivata ieri la conferma che è andata a buon fine una lunga trattativa fra Twitter e il principe saudita Alwaleed bin Talal, che avrebbe investito nel sito di microblogging 300 milioni di dollari. Questo significherà che l’arbitro dei destini del Golfo potrà controllare in futuro quello che nell’ultimo anno e mezzo è stato uno spazio straordinariamente libero ed efficace per chi chiede riforme democratiche? Ripercorriamo la trattativa grazie alla ricostruzione online della Associated Press (che è quella su cui si sono basati i grandi quotidiani americani), e vediamo alcune opinioni – la piccola rassegna di pareri raccolta a caldo da Europa, e l’opinione di Jillian C York, che della libertà in rete ha fatto il suo lavoro.

? Le musiche di oggi erano “Saturday morning” di Rachael Yamagata e “Beginning of a great adventure” di Lou Reed

Ecco la puntata di oggi:

[audio:alaska 21 dic 11p.mp3]

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2 Comments al Tweetah?

  1. Marco

    Trovo fuorviante tutta questa attenzione per lo sceicco che si compra Twitter. Come se il fatto che la democrazia digitale sia nelle mani di grandi corporation private e globali, yankee o beduine che siano, non fosse di per sé una grossa preoccupazione. Come se bastasse la pur apprezzabile buona volontà dei padroni di Twitter a farci stare tranquilli.

    Il problema vero non è quello dei califfi che si comprano la nostra rete ‘libera’. E’ che sono ancora troppo pochi quelli che cercano di costruire soluzioni digitali autenticamente democratiche e gestite sulla base di regole che diano più importanza alla partecipazione che al profitto. Wikipedia e Diaspora (http://www.youtube.com/watch?v=_4mMSxWEnjU) sono per ora tra le poche eccezioni, ma mi pare un po’ poco, soprattutto non si vede l’ombra dell’intervento pubblico, o almeno di organizzazioni sociali come partiti o associazioni di volontariato.

  2. iggy

    auspicare l’intervento dei partiti politici (italiani? già rido) per “costruire soluzioni digitali libere” è un ossimoro.
    spero tu te ne sia reso conto, caro marco..
    fuorviante? (ri-rido)

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