al Genius Bar del Senato

(this article was originally posted on Alaska at Radio Popolare)

Ieri il CEO della Apple, Tim Cook, è stato ascoltato dalla commissione del Senato degli Stati Uniti che ha ricostruito in un documento l’indagine sul sistema con cui l’azienda fondata da Steve Jobs riesce a pagare non più del 2% di tasse su ricavi di 74 miliardi di dollari. La ricostruzione sembra aver più affascinato che scandalizzato, a causa della sua innegabile ingegnosità e della predisposizione dei repubblicani a giustificare comportamenti poco etici delle grandi multinazionali. E poco si può fare per costringere Apple a pagare il dovuto negli Stati Uniti per una questione di legislazione territoriale. In pratica, Apple evade macroscopicamente rispetto al fisco americano, ma non viola la legge. Vi propongo qualche materiale per vederci più chiaro, a cominciare dalla ricostruzione del sistema di scatole fiscali fatta da Business Insider. Qui invece trovate il background legislativo raccontato da Tom Bergin, qui Josh Harkinson che ricostruisce che cosa ha scritto Tim Cook nella sua memoria difensiva prima di presentarsi davanti alla commissione, e qui Rebecca Greenfield sul buffo atteggiamento all’udienza dei senatori possessori di iPhone e iPad.

La canzone di oggi era “Blank maps” di Cold Specks

Ecco la puntata di oggi:

[audio:http://pod.radiopopolare.it/alaska_22_05_2013.mp3]

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