#15O

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Dopo quello che è successo a Roma il 15 ottobre, ho scritto una lettera che sta girando un po’ in rete, la trovate su questo nuovo tumblr che ho aperto, Tweetdeep.

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9 Comments #15O

  1. f.p.

    vorrei ragionare su un punto della tua lettera. non ciò attraverso cui focalizzi una condanna morale, ma quel che tu dai per già scontato e che personalmente trovo essere origine di molte criticità.

    nello specifico non mi torna, attraverso un ragionamento logico, il collegamento che questo “movimento” pone tra le sue ideologie (costituite di proposte e critiche che in larga parte condivido) e gli strumenti di comunicazione/informazione/organizzazione attraverso cui gestisce e promuove il suo “attivismo” e la sua mobilitazione.

    mi riferisco all’utilizzo di social network come facebook, twitter e piattaforme blog di varia tipologia.

    vorrei essenzialmente chiedere: ma sapete esattamente come funzionino questi strumenti che utilizzate?
    sapete quali sono le modalità (economiche, pratiche, ecc) attraverso cui possono sopravvivere questi strumenti che vi vengono messi in mano?
    sapete chi sono gli investitori che ne permettono l’esistenza?
    sapete quale sia la “visione”, lo scopo, di chi li ha dapprima pensati, di chi li ha in seguito sviluppati e infine finanziati?
    avete coscienza delle motivazioni per cui sia permesso un utilizzo (direttamente) gratuito di questi strumenti?

    quando questo movimento scende in piazza, si mobilita contro un sistema economico che ritiene essere il reale fautore di una crisi che non permette più ad una classe borghese di continuare ad avere certi privilegi economici e costituzionali, è realmente conscio di quali siano gli strumenti che utilizza e come essi funzionino?

    chiedo a te che affermi di usarli: non trovi vi sia un controsenso di fondo, una sorta di circolo vizioso, nel manifestare contro questo modello economico e allo stesso tempo organizzare la comunicazione, attraverso strumenti che esistono esclusivamente grazie a tale modello (e che, allo stesso tempo, e più di ogni altra cosa ormai, gli danno ragione di esistere)?

    perché non viene posta attenzione sul fatto che il mettere in atto il NON utilizzo di questi strumenti, come coscienza di un rifiuto, sarebbe una presa di posizione ben più forte e tangibilmente più concreta rispetto ad un corteo con striscioni?

  2. Karim Ayed

    Da ragazzino, al Liceo, ero nel comitato anti-occupazione e anti-autogestione. Non ho mai partecipato a una manifestazione in vita mia. Penso di essere il più pigro dei moderati. Insomma, probabilmente non sono la persona con cui condividi la maggior parte dei punti di vista. Ma la tua lettera è di una forza commovente. Sono orgoglioso di essere cittadino di un paese in cui ci sono persone come te.

  3. Maria Grazia Calandrone

    Mi trovo d’accordo con la larga parte dell’intervento. Segnalerei soltanto che nell’analisi del paese vengono omesse l’occupazione del Valle, il movimento dei TQ e la (mancata) assemblea alla Biblioteca Nazionale, così come il progetto degli scrittori nelle scuole Piccoli Maestri, cose che a me sembrano segnali di vero e profondo rinnovamento culturale. Spero – e voglio sperare – per il nostro futuro: qui. Che non siamo perfettamente solo – o almeno più – una decerebrata e passiva provincia dell’impero.

  4. Valeria

    parole lucide, taglienti e reali.
    come Manuel ero senza parole e faccio mie le tue.
    grazie, Marina.

  5. falco

    Patetica, moralista, approssimativa, poco informata.
    tipico di ogni giornalista che pensa che fare questo lavoro significhi “avereunabellideaperloscoop”. Hai un futuro come redattrice di donnamoderna

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